F.A.Q. Piaghe da decubito

Come si possono prevenire le piaghe da decubito ?

Tutti gli individui a rischio dovrebbero essere sottoposti ad una ispezione cutanea sistematica almeno una volta al giorno, prestando particolare attenzione alle prominenze ossee.

Per quanto possibile, si deve ottenere:

  1. Un cambiamento frequente di posizione ogni due ore;
  2. Un' adeguata igiene del corpo,non aggressiva per la pelle;
  3. Una dieta alimentare adatta alle condizioni di salute, con preparati proteici;
  4. Un' attenzione specifica alle malattie esistenti, cioè curare le patologie neurologiche, metaboliche (diabete), neoplastiche;
  5. Un utilizzando ausili specifici e presidi idonei a prevenire le ulcere ( materassi ad aria antidecubito, medicazioni avanzate, cuscini;
  6. Una buona disponibilità di personale che consenta di alzare il più possibile il malato, per mantenerlo al tavolo, per portarlo al bagno, per medicarlo.

Gli individui costretti a letto o su una sedia o con gravi difficoltà di mobilizzazione, dovrebbero essere valutati in relazione agli ulteriori fattori che aumentano il loro rischio di sviluppare lesioni da pressione. Tra questi fattori vi sono:

  1. l’immobilità
  2. l’incontinenza
  3. i fattori nutrizionali
  4. i livelli di coscienza alterati
  5. le patologie sistemiche associate

La cute dovrebbe essere pulita non appena si sporca: la sudorazione eccessiva provoca macerazione, le urine e le feci provocano anch’esse macerazione ed alterano il pH fisiologico della cute; infatti più è presente incontinenza più è presente eritema che si può trasformare in ulcera. Ridurre al minimo i fattori ambientali che possono causare disidratazione della pelle come scarsa umidità (meno del 40%) ed esposizione al freddo. E’assolutamente controindicato l’uso di soluzioni alcooliche che provocano secchezza e disidratazione della cute.

Si dovrebbe ridurre al minimo il danneggiamento causato da frizione e forze di stiramento attraverso corrette tecniche di mobilizzazione finalizzate al cambio di postura.

Particolare attenzione deve essere rivolta allo stato nutrizionale del paziente intervenendo sia sull’eccesso ponderale sia sulla malnutrizione o denutrizione. L’aumento di peso del paziente aumenta il carico pressorio che grava sulle prominenze ossee. La malnutrizione viene considerata da alcuni autori la causa sistemica più importante per la comparsa delle lesioni da pressione. Dopo la valutazione dello stato nutrizionale, se questo è compromesso si dovrebbe tempestivamente attuare un piano di sostegno e/o integrazione nutrizionale tramite l’alimentazione.

La decompressione della zona lesionata è il presupposto fondamentale per la cura di qualsiasi tipo di lesione. Ogni individuo allettato, che viene considerato a rischio di sviluppare una lesione da decubito, dovrebbe essere mobilizzato e riposizionato almeno ogni due ore. Se il paziente è in sedia o in carrozzella si dovrebbe mobilizzare ogni ora oppure riportarlo a letto; gli individui che ne sono capaci dovrebbero essere educati a cambiare posizione ogni 15 minuti.

Vanno inoltre trattate, per quanto possibile, le malattie sistemiche che peggiorano le condizioni generali del paziente a rischio di lesioni da pressione.


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